';

Rinoplastica

La rinoplastica è un intervento chirurgico che consente la correzione del profilo e della morfologia del naso. È indicata, oltre che per finalità estetiche, nella correzione di deformità congenite o acquisite, negli esiti di trauma e nel trattamento di alcuni problemi respiratori.


FINALITÀ DELL’INTERVENTO

Il miglioramento si ottiene mediante la riduzione e il rimodellamento dello scheletro cartilagineo e osseo. Il grado di miglioramento varia da individuo a individuo ed è influenzato dalla qualità della cute e dalla forma e dimensioni dello scheletro sottostante. È possibile ridurre o aumentare il volume della piramide nasale, cambiare la forma della punta o del dorso, restringere le narici, variare il diametro antero-posteriore, cambiare l’angolo tra il naso e il labbro superiore e tra il naso e la fronte.

Il naso deve essere visto globalmente inserito nell’insieme del volto e armoniosamente integrato rispetto alle sue proporzioni. L’obiettivo dell’intervento è la correzione dei difetti, cercando di ottenere un risulta- to “naturale”. Non è consigliabile, ad esempio, riprodurre la forma del naso secondo un modello predefinito non personalizzato. Nel corso dello stesso intervento, può essere compiuta, anche la correzione del setto nasale e dei turbinati (rinosettoplastica), per correggere eventuali problematiche respiratorie. Esistono diverse tecniche per eseguire una rinoplastica. La tecnica impiegata dovrà essere individualizzata riguardo alle caratteristiche del Paziente, alle sue attese e all’eventuale risultato richiesto. La rinoplastica può essere eseguita anche contestualmente ad altre procedure chirurgiche del volto. I migliori candidati a un intervento di rinoplastica, sono Pazienti che desiderino un miglioramento del proprio aspetto, ma che abbiano una certa stabilità psicologica e aspettative realistiche.


PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO

Per eseguire una rinoplastica è necessario attendere che la crescita complessiva del volto sia completata e ciò avviene non prima dei 18 anni. Nel caso di gravi deviazioni o deformità della piramide nasale e del setto, con evidenti alterazioni della respirazione, l’intervento può essere eseguito anche in età puberale. Prima dell’intervento, al fine di accertare l’idoneità fisica del Paziente, dovranno essere consegnati, assieme al presente documento firmato, i referti delle analisi e degli esami pre-operatori eventualmente prescritti. Prima di procedere all’intervento correttivo di rinoplastica può essere consigliato al Paziente di sottoporsi a una visita otoiatrica, che generalmente deve comprendere una rinomanometria e, in casi particolari, una valutazione allergologica.

L’intervento non deve essere eseguito in Pazienti gravide; in caso di dubbio, devono essere compiute le indagini specifiche.
È preferibile, anche se non in tutti i casi obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni. Dovranno essere segnalate eventuali terapie farmacologiche in atto (in particolare con cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti), terapie omeopatiche e fitoterapiche l’uso di vasocostrittori nasali e altre sostanze assunte per via inalatoria e segnalate possibili allergie ad antibiotici e farmaci in genere. Devono essere segna- late inoltre eventuali patologie oculari.

Almeno 3 settimane prima dell’intervento dovrà sospendere l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (tipo Aspirina, Cemirit, Vivin C, Ascriptin, Bufferin, Alka-Seltzer, ecc.). La contemporanea assunzione di anticoagulanti orali è da ritenersi una controindicazione all’intervento. Per quanto riguarda la contemporanea assunzione di sostanze come eparina a basso peso molecolare, la sospensione o meno andrà adeguatamente discussa con il Chirurgo.

Almeno un mese prima è consigliato sospendere il fumo che ha influenze sicuramente negative sulla vascolarizzazione cutanea e dei tessuti, infatti il fumo limita il flusso del sangue alla pelle e può interferire con i processi di guarigione. Alcuni studi hanno dimostrato che l’incidenza delle complicazioni è di circa dieci volte maggiore nei fumatori. Il giorno precedente l’intervento deve essere fatto un accurato bagno di pulizia completo, uno shampoo, asportato lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi. La sera precedente, va rimosso totalmente e delicatamente il trucco dal volto, e il giorno dell’intervento non applicare alcun make-up al viso. Prima dell’intervento deve essere osservato digiuno di almeno 8 ore da cibi solidi e bevande. È bene indossare indumenti con maniche comode e completamente apribili sul davanti e calzare scarpe comode senza tacco. È opportuna la presenza di un accompagnatore per il rientro a domicilio dopo l’intervento.


ANESTESIA
La rinoplastica è un intervento che si esegue in sala operatoria e può essere eseguita in anestesia generale oppure in anestesia locale e sedazione (somministrazione di farmaci sedativi per via endovenosa allo scopo di mantenere uno stato di sopore e tranquillità), e ancora solo in anestesia locale. Se in sedazione, l’anestetico locale è fatto quando il Paziente è assopito, in modo da eliminare anche il minimo fastidio dovuto all’iniezione. Non vi è dolore durante l’operazione. La scelta del tipo di anestesia potrà essere discussa con l’anestesista. In ogni caso, dovrà rispondere a tutti i requisiti di massima sicurezza.


MODALITÀ DELL’INTERVENTO

Secondo i casi e le preferenze individuali, l’intervento può essere realizzato ambulatorialmente, in regime di ricovero solo diurno o con degenza notturna. L’esperienza accumulata da ogni Chirurgo lo porta a preferire particolari tecniche d’esecuzione e modalità di gestione del Paziente. L’intervento ha una durata variabile, in genere da una a tre ore, secondo la tecnica utilizzata.

Si riconoscono due principali modi di esecuzione della rinoplastica:

  1. la tecnica cosiddetta “chiusa”, ove le incisioni sono praticate solo all’interno delle narici;
  2. la tecnica cosiddetta “aperta”, in cui si aggiunge un’incisione cutanea sulla columella (struttura che divide le due narici).

Una volta praticate le incisioni, la cute è mobilizzata dallo scheletro sottostante e il dorso nasale è modellato mediante la rimozione, se presente, del gibbo osteo-cartilagineo. Se indicato, le ossa nasali sono fratturate alla base e avvicinate tra loro in modo da ricostruire il dorso del naso e ridurre la larghezza della piramide nasale. Vengono poi, se opportuno, isolate le cartilagini del setto e della punta (alari) e ridotte quanto necessario per ottenere il rimodella- mento della punta. Se fosse indicata la riduzione d’ampiezza delle aperture narinali, sarà necessario eseguire delle piccole resezioni cutanee esterne, alla base delle due narici.
A volte può essere essenziale associare all’intervento di rinoplastica la correzione del setto nasale deviato e/o correggere l’ipertrofia dei turbinati. Questo intervento è eseguito attraverso le stesse incisioni descritte in precedenza.
In alcuni casi è conveniente provvedere all’inserimento di segmenti di cartilagine prelevati dal setto, dalle cartilagini della punta o dai padiglioni auricolari, per salvaguardare la funzione respiratoria e/o per sostenere la punta nella posizione più adeguata e/o per migliorare il risultato. In casi particolari possono essere utilizzati innesti ossei o di altri materiali biocompatibili.

L’intervento termina con la sutura delle brecce chirurgiche e, generalmente, con il posiziona- mento di un tampone nasale in entrambe le narici. A livello del dorso, sarà applicato un archetto contenitivo per evitare involontarie mobilizzazioni delle strutture osteo-cartilaginee. Nei casi di settoplastica possono essere applicate delle placchette morbide a compressione del setto. Come spesso accade in Chirurgia Plastica, si tratta di intervento complesso e non di uniformità routinaria, nel senso che la procedura non è completamente standardizzabile, bensì è personalizzata sulla base delle caratteristiche individuali.


DECORSO POST-OPERATORIO

Durante i primi giorni dopo l’intervento si potrà avvertire un lieve dolore pungente o pulsante, di norma controllabile con i comuni analgesici. È consigliabile per alcuni giorni, mantenere il capo sollevato (posizione semi-seduta). Durante il riposo a letto, è consigliabile rimanere sollevati con la testa, usando per alcuni giorni dei cuscini sotto il materasso. È utile applicare sulla fronte una borsa di ghiaccio, evitando il contatto diretto con la cute.

Un modesto sanguinamento dalle narici è prevedibile e normale nelle prime 48 ore. L’anestesia può determinare la riduzione della mobilità del labbro superiore che si accompagna a difficoltà alla completa chiusura delle labbra e sensazione di anestesia all’arcata dentaria. Tali fenomeni di solito scompaiono entro 24 ore dall’intervento. Dopo l’intervento si ha un certo grado di edema (gonfiore), associato a ecchimosi intorno agli occhi, che si renderà maggiormente evidente dal secondo/terzo giorno post-operatorio. In assenza di complicanze, tutto regredirà verso la normalità in una o due settimane.

In alcuni casi si può verificare la comparsa di chemosi (ecchimosi ed edema congiuntivale) e presenza di mal di testa. Un certo fastidio può derivare dalla mancata respirazione per via nasale a causa della presenza dei tamponi nasali.

La rimozione dei tamponi avverrà dopo un numero variabile di giorni (in genere 2 o 3), a discrezione del Chirurgo e in relazione al tipo di intervento eseguito. A narici libere, saranno prescritte creme, gel e spray, utili a detergerle e a migliorare la respirazione. Eventuali punti di sutura saranno rimossi dopo una settimana. La contenzione esterna sarà mantenuta per 7 – 21 giorni. Si raccomanda di non rimuovere né bagnare la medicazione.


CONDIVIDI:

admin